IL piacere di leggere

sono libri, leggici dentro fin che puoi (Cesare Pavese)

Il piccolo principe
Magnetico, intuitivo ed accattivante, Il piccolo principe è un classico senza tempo. Un racconto metaforico che insegna  il senso dell'amicizia, ad amare, aspettare, assaporare i momenti belli della vita.
Facendo finta di parlare ai bambini, in realtà l’autore del Piccolo Principe si rivolge a tutti noi e il racconto offre piani di lettura diversi e sorprendenti: dalla favola al racconto filosofico.
Pubblicato nel 1943   è fra le opere letterarie più celebri del XX secolo e tra le più vendute della storia: è stato tradotto in più di 220 lingue e stampato in oltre 134 milioni di copie in tutto il mondo. La storia è ambientata nel deserto del Sahara e nello spazio. Il racconto è dedicato a un amico di Antoine De Saint-Exupery.




A Leone Werth

Domando perdono ai bambini di aver
dedicato questo libro a una persona grande.
Ho una scusa seria:
questa persona grande è il miglior amico
che abbia al mondo.
Ho una seconda scusa:
questa persona grande può capire tutto,
anche i libri per bambini;
e ne ho una terza: questa persona grande
abita in Francia, ha fame, ha freddo
e ha molto bisogno di essere consolata.
E se tutte queste scuse non bastano,
dedicherò questo libro al bambino
che questa grande persona è stato.
Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
(Ma pochi di essi se ne ricordano).
Perciò correggo la mia dedica:

A Leone Werth
quando era un bambino



Non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.


Ci sarà sempre un’altra
opportunità, un’altra amicizia, un altro amore,
una nuova forza. Per ogni fine c’è un nuovo inizio.

Estratto
:

"...Che cosa vuol dire
addomesticare?"
" E' una cosa da molto dimenticata.
Vuol dire creare dei legami"
" Creare dei legami?"
" Certo", disse la volpe. "
Tu, fino ad ora per me, non sei che un ragazzino
uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno
di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io
non sono per te che una volpe uguale a centomila
volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo
bisogno uno dell'altro. Tu sarai per me unico
al mondo, e io sarò per te unica al mondo."
" Comincio a capire", disse il
piccolo principe. " C'è un fiore. Credo
che mi abbia addomesticato" (...)

" ...Se tu mi addomestichi
la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore
di passi che sarà diverso da tutti gli altri.
Gli altri passi mi faranno nascondere sotto
terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana,
come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù
in fondo, dei campi di grano? Io non mangio
il pane e il grano, per me è inutile. I campi
di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro.
Allora sarà meraviglioso quando mi avrai

addomesticato. Il grano, che è dorato, mi
farà pensare a te. E amerò il rumore del
vento nel grano"
La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo
principe:
" Per favore ...addomesticami",
disse.
" Volentieri", rispose il piccolo
principe, " ma non ho molto tempo, però.
Ho da scoprire degli amici e da conoscere
molte cose".
" Non si conoscono che le cose che si
addomesticano", disse la volpe."
gli uomini non hanno più tempo per conoscere
nulla. Comprano dai mercanti le cose già
fatte. Ma siccome non esistono mercanti di
amici, gli uomini non hanno più amici. Se
tu vuoi un amico addomesticami!"
" Che bisogna fare?" domandò il
piccolo principe.
" Bisogna essere molto pazienti",
rispose la volpe.
" In principio tu ti siederai un po'
lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò
con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla.
Le parole sono una fonte di malintesi. Ma
ogni giorno tu potrai sederti un po' più
vicino."

Il piccolo principe ritornò l'indomani.
" Sarebbe stato meglio ritornare alla
stessa ora", disse la volpe.
" Se tu vieni, per esempio, tutti i
pomeriggi, alle quattro, dalle tre io comincerò
ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà
la mia felicità.
Quando saranno le quattro, incomincerò ad
agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo
della felicità! Ma se tu vieni non si sa
quando, io non saprò mai a che ora prepararmi
il cuore. Ci vogliono i riti".
" Che cos'è un rito?" disse il
piccolo principe.
" Anche questa è una cosa da tempo dimenticata",
disse la volpe.
" E' quello che fa un giorno diverso
dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore(...).
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo
principe, "Io, non ti volevo far del
male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo
principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe,
" il colore del grano".

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe - Bompiani

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